Due biglietti separati
La Rocca Scaligera è il castello con il fossato all'ingresso del borgo: si sale sul mastio e si cammina sui camminamenti. Le Grotte di Catullo sono all'estremità della penisola, a venti minuti a piedi dal castello, e sono un sito archeologico statale con museo.
Sono due ingressi distinti, con gestioni distinte. Esistono cumulativi con altri siti statali della zona: se ne fai uno solo, le Grotte danno più di quanto promette il nome.
Il borgo, il lungolago e la spiaggia Giamaica in punta non si pagano. Molti vengono a Sirmione, camminano, mangiano e ripartono senza comprare niente, e non hanno sbagliato niente.
Le Grotte non sono grotte
Sono i resti di una villa romana di età augustea, fra le più grandi dell'Italia settentrionale, distesa sulla punta della penisola in mezzo a un uliveto secolare. Il nome viene dai locali che nell'Ottocento chiamavano grotte gli ambienti crollati e coperti di terra.
Il punto è la posizione: si cammina fra i muri antichi con il lago da tre lati e le Prealpi di fronte. Il collegamento con Catullo, che aveva una proprietà a Sirmione, è suggestivo e non provato.
Un'ora e mezza compreso il museo. Poca ombra sui terrazzamenti: d'estate va fatto presto.
Quando non venire
Nei fine settimana di luglio e agosto la penisola è impraticabile: l'accesso in auto al borgo è regolato, i parcheggi fuori si riempiono la mattina, e il vicolo principale si attraversa a passo d'uomo in mezzo alla folla.
Maggio, giugno e settembre sono i mesi giusti. In inverno molti locali chiudono ma il borgo vuoto col lago è la versione migliore.
Da Brescia sono una quarantina di minuti in macchina, o treno fino a Desenzano più autobus. In alternativa il battello dalla sponda del lago, che è il modo più bello di arrivarci e il più lento.


