Serve prenotare
È obbligatorio e con orario preciso. Il ciclo di affreschi di Giotto è protetto da un impianto che controlla umidità e pulviscolo: prima di entrare il gruppo sosta in una camera di compensazione, dove l'aria viene portata ai valori della cappella. Solo dopo si apre la seconda porta.
Il gruppo è di poche decine di persone e il tempo dentro è di una quindicina di minuti, in certe fasce prolungato. Arrivare in ritardo non significa entrare dopo: significa non entrare, perché il ciclo dei turni non ha slack.
Quale biglietto scegliere
Il biglietto della Cappella comprende di norma anche i Musei Civici agli Eremitani, che stanno nello stesso complesso e che quasi tutti saltano: è già pagato, e la Crocifissione di Giotto nella pinacoteca è lì.
Le visite serali o prolungate, quando ci sono, danno più minuti dentro. Sono l'unica variante che cambia davvero qualcosa, perché il vincolo qui è il tempo e non l'accesso.
La Padova Urbs Picta card mette insieme i cicli pittorici del Trecento riconosciuti dall'Unesco: conviene se stai in città più di un giorno, non per la sola Cappella.
Come funziona la visita
Presentati con un quarto d'ora di margine: il ritiro del biglietto e l'ingresso nella camera di compensazione hanno un loro orario, anticipato rispetto a quello stampato per la cappella.
Dentro non si fotografa con il flash e non ci si siede: quindici minuti in piedi, con il collo all'insù. Vale la pena guardare prima uno schema del ciclo, perché in quel tempo non si fa in modo di capire l'ordine delle scene da soli.


