Cosa comprende il biglietto
Un ingresso solo per l'Hortus Cinctus — il giardino murato cinquecentesco con l'impianto circolare originale — e per il Giardino della Biodiversità, la grande serra in vetro con i suoi ambienti climatici. Non sono biglietti separati.
Non serve prenotare in giornate normali. Nei fine settimana di primavera e durante le fioriture può esserci fila alla biglietteria, e in quel caso l'acquisto online la evita.
Riduzioni per studenti e formule familiari sono la norma qui, essendo una struttura dell'università. Vale chiedere: le tariffe non sono da museo.
Le due parti, e perché sono diverse
La parte storica è piccola e va guardata sapendo cosa si guarda: è nata come giardino dei semplici, per insegnare ai futuri medici a riconoscere le piante officinali e a non essere ingannati dagli speziali. Il muro circolare è stato costruito contro i ladri di piante rare, e c'è ancora.
La palma di Goethe, piantata nel 1585 e viva, sta in una sua serretta: è la stessa che Goethe ha descritto nel Viaggio in Italia ragionando sulla metamorfosi delle piante. È la cosa più vecchia che si vede in questo elenco.
Il Giardino della Biodiversità è un edificio del 2014: si attraversano foresta tropicale, zona temperata, mediterranea e arida in sequenza, con l'umidità che cambia addosso. Con i bambini è la parte che funziona.
Quando andarci
Aprile e maggio per la parte all'aperto. In pieno inverno il giardino storico è spoglio e resta la serra, che però da sola giustifica la visita in una giornata di pioggia.
Un'ora e mezza in tutto. Sta accanto alla basilica di Sant'Antonio e al Prato della Valle: i tre insieme sono un pomeriggio a piedi senza spostamenti.


