Un biglietto, due palazzi
Il biglietto della Pinacoteca comprende anche Palazzo Citterio, la sede aperta di recente a duecento metri, dedicata al Novecento delle collezioni Jesi e Vitali. Sono due visite distinte con un ingresso solo, e molti fanno la prima e non sanno della seconda.
Non ci sono varianti di biglietto da scegliere e non serve un salta-fila: l'attesa alla biglietteria, quando c'è, è di pochi minuti. La prenotazione online serve a non fare quella coda, non a garantirsi il posto.
Le domeniche gratuite dei musei statali valgono anche qui, e sono l'unico momento in cui Brera è piena. Se puoi scegliere, un martedì pomeriggio è meglio di una domenica gratis.
Cosa cercare
Il Cristo morto di Mantegna, con la prospettiva dai piedi che non funziona geometricamente e funziona lo stesso, è la sala che la gente attraversa senza fermarsi perché il quadro è più piccolo di come lo si immagina. Fermati.
Nella stessa ala ci sono lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Bacio di Hayez, che è l'immagine più riprodotta del Risorgimento italiano. Tre sale spiegano perché questo museo è di prima categoria.
Il cortile e la biblioteca Braidense fanno parte dello stesso palazzo, insieme all'Accademia: se trovi studenti che disegnano sulle scale, sono di casa. È un museo dentro una scuola d'arte in funzione, e si sente.
Quanto tempo, e con cosa abbinarlo
Due ore per la Pinacoteca, una per Palazzo Citterio. Se ne fai solo una, la Pinacoteca.
Il quartiere intorno è a piedi: dieci minuti dal Duomo, cinque dal Castello Sforzesco. Brera più Castello in una giornata è la combinazione più sensata di Milano, e non richiede mezzi.





