Cosa si paga e cosa no
L'ingresso alla basilica è libero: non c'è biglietto e non c'è prenotazione. Anche il portico, che è un monumento a sé, si percorre gratuitamente in qualunque momento.
Si paga il trenino turistico che sale dal centro, o il bus di linea più la funicolare dove attiva, oppure la salita alla cupola e alla terrazza panoramica del santuario, che ha un contributo d'ingresso e orari propri, più stretti di quelli della chiesa.
Esistono visite guidate al portico e al santuario, e quelle hanno senso: il portico è stato costruito con la sottoscrizione di famiglie e corporazioni bolognesi, arco per arco, e ogni tratto ha una storia che senza guida non si vede.
La salita a piedi
Dall'arco del Meloncello sono circa due chilometri di portico in salita continua, con seicento archi. Non è impegnativa in senso alpinistico, è lunga e monotona: quaranta minuti buoni, al coperto, che con la pioggia diventano un vantaggio.
Il tratto in città, da Porta Saragozza al Meloncello, è pianeggiante e aggiunge un chilometro e mezzo. Chi vuole farla tutta parta da lì; chi vuole solo la salita prenda il bus fino al Meloncello.
In discesa è un'altra cosa e si fa in mezz'ora. Una strategia che funziona: trenino o bus per salire, portico a piedi per scendere.
Cosa c'è in cima
La Madonna di San Luca, l'icona che i bolognesi portano in processione in città una volta l'anno, e una chiesa settecentesca ampia e luminosa. Non è un capolavoro d'arte: è il luogo identitario della città.
La terrazza dà su Bologna intera e sulla pianura fino agli Appennini: è la vista che vale la salita, più di quella dalle torri, perché si vede la città da fuori invece che da dentro.
Mezza giornata contando la salita a piedi, due ore con il trenino.



