Solo su prenotazione, con orario
L'accesso è a fascia oraria con posti limitati: la scala è unica, stretta, e si sale e si scende dallo stesso legno, quindi il flusso va regolato per forza. Non esiste il biglietto da fare sul posto quando i turni sono pieni, e nei fine settimana sono pieni.
Il biglietto è di importo contenuto e i proventi vanno alla manutenzione della torre, che è stata a lungo sotto monitoraggio strutturale. In alcuni periodi la salita è stata sospesa per lavori: se la torre è la ragione del viaggio, verifica che sia aperta prima di partire.
Ci sono limiti: sotto una certa età non si sale, e c'è un limite di età minima anche per gli accompagnati. Zaini grandi non passano.
La salita
Sono scale di legno a rampe, dentro un pozzo di mattoni: non c'è vista fino in cima, quindi si sale nel chiuso per una decina di minuti. Chi soffre di claustrofobia o vertigini ci sta male, e non c'è modo di scendere prima senza incrociare chi sale.
In cima lo spazio è piccolo e ventoso, con la Garisenda accanto che pende visibilmente. Il colpo d'occhio è sui tetti di cotto e su San Petronio dall'alto, e in giornata chiara si vedono le Prealpi.
Metti in conto tre quarti d'ora in tutto, salita, sosta e discesa. Non è una visita, è una salita.
Se non puoi o non vuoi salire
La terrazza di San Petronio, sulla basilica in piazza Maggiore, ha una vista comparabile con molta meno fatica e un ascensore per parte del percorso: è l'alternativa vera, non un ripiego.
La Garisenda, l'altra delle due torri, non è visitabile: è quella pendente, sotto osservazione da anni, e negli ultimi tempi anche transennata alla base. Chi cerca il biglietto per la Garisenda non lo trova perché non esiste.



