Non è la basilica di San Lorenzo
Sono lo stesso complesso ma due biglietti distinti, con due ingressi da due strade diverse: la basilica si entra da piazza San Lorenzo, le Cappelle da piazza Madonna degli Aldobrandini, sul retro. Chi compra il biglietto sbagliato lo scopre alla porta.
Nella basilica c'è la Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, che è bellissima e non c'entra: le tombe con l'Aurora, il Crepuscolo, il Giorno e la Notte stanno nelle Cappelle.
Le Cappelle sono un museo statale, quindi seguono le chiusure dei musei statali e non gli orari della chiesa. Sono anche fra i luoghi che aderiscono alle domeniche a ingresso gratuito, e quelle domeniche sono l'unico momento in cui qui si fa una fila seria.
Cosa si vede, in ordine
Si entra dalla cripta, si passa nella Cappella dei Principi — l'ottagono rivestito di pietre dure, enorme e cupo, che i Medici hanno tenuto in costruzione per tre secoli senza finirlo — e solo dopo si arriva alla Sagrestia Nuova. L'ordine è obbligato e va bene così: la Cappella dei Principi prepara per contrasto.
Nella Sagrestia le due tombe che si guardano sono di Lorenzo duca di Urbino e Giuliano duca di Nemours, due Medici minori: le figure allegoriche appoggiate ai sarcofagi valgono il viaggio, i personaggi celebrati no. Michelangelo lavorava per la famiglia, non per la storia.
C'è anche la stanza segreta con i disegni a carboncino sulle pareti, attribuiti a Michelangelo nascosto qui nel 1530. Ha un accesso a numero chiusissimo e un biglietto suo: se ti interessa, va verificata la disponibilità prima e non sul posto.
Quanto dura
Un'ora, meno se non ti fermi nella Cappella dei Principi. È una visita corta e concentrata, il che la rende l'aggiunta giusta a una giornata già piena.
Sta a cinque minuti dal Duomo, e insieme al Bargello fa un pomeriggio coerente: le due sedi dove Michelangelo si vede senza folla.







